Tumore alla prostata – Intervista

Trascrizione del video:

Buongiorno a tutti oggi ci occupiamo del tumore alla prostata la forma tumorale più diffusa tra la popolazione maschile e le ragioni di questa clip di questa crescita sono molteplici cercheremo di enucleare le principali insieme al dottor Bertaccini medico chirurgo specializzato in urologia. Dottor Bertaccini quali sono i principali fattori di rischio legati al cancro della prostata? Beh si possono riassumere in tre fattori principali che sono appunto la genetica e anche l’alimentazione è fondamentale familiarità intesa anche come alimentazione della famiglia del nucleo familiare e le difese immunitarie ovviamente estremamente importanti e nella gestione di questo rapporto ovviamente anche la neoplasia il tumore in se ha delle caratteristiche di aggressività biologica che vanno considerati tra gli alimenti si è parlato molto del ruolo protettivo del pomodoro quindi del licopene di recente e l’attenzione si è focalizzata anche sul melograno sulla soia. Che cosa si sente di dirci al riguardo ci sono molti elementi da studi di popolazione epidemiologici e anche da piccole corti di studio fatti in laboratorio su piccoli gruppi di pazienti che sono assolutamente a favore di un’alimentazione attenta e accurata probabilmente l’alimentazione a cui dobbiamo ispirarci un’alimentazione per noi cara che quella mediterranea nelle situazioni quindi ricca di vegetali con delle proprie un apporto proteico e comunque importante e di qualità pesce il pomodoro nella nostra dieta mediterranea è un elemento importante abbinato al vino un buon bicchiere di vino spesso a dell’olio d’oliva di quello buono per quanto aveva nel melograno è vero ultimamente ci sono molti piccoli studi sia sempre su su topi o comunque piccole corti di pazienti che spingono in questa direzione quindi anche il consumo di meno grande succo di melograno può portare effettivamente beneficio. si può ipotizzare un rallentamento nella crescita tumorale in particolare anche sulla meta stilizzazione e si è visto anche che rallenta la crescita del psa in chi ha problemi tumorale quindi c’è un azione antitumorale del melograno o di alcune sostanze presenti nemmeno grado melograno che anche nella dieta mediterranea o asiatica è molto presente per quanto riguarda la soia non c’è un grosso consumo del bacino del mediterraneo però in oriente è molto diffusa in oriente bassa l’incidenza di tumore alla prostata e sembra che abbia un’azione protettiva legata dei fitoestrogeni e altre sostanze presenti che possono in qualche modo ridurre le manifestazioni cliniche del tumore quindi agiscono livello anche di chi è predisposto rallentando lo sviluppo e la crescita del tumore quindi confermo che anche l’alimentazione molto importante il problema però non è così banale nel senso che tutto quello che noi possiamo utilizzare integrando con capsule con estratti non sempre può darsi dei benefici non è detto che sia sempre disponibile non è detto che le espressioni chimiche poi industriali per ricavare questi principi attivi siano benefiche per l’organismo c’è il problema anche degli organismi geneticamente modificati per esempio la soia sulla sua ci sono molti di questi geneticamente modificati che da una parte a vantaggio anno perché ci sono meno pesticidi insetticidi dall’altra noi non sappiamo ancora gli effetti a lungo termine quindi attenzione alimentazione deve essere un alimentazione equilibrata un’alimentazione dove tutte queste sostanze che abbiamo citato possono essere presenti possibilmente in modo integrale nel senso non derivati non sostituti non elaborazioni bisogna stare molto attenti alla provenienza di ogni alimento bisogna curare l’attenzione alla possibilità che ci siano anche elementi biologici di alta qualità anche la carne qui che si è sempre associata a un aumento di incidenza del tumore alla prostata se consumata nel modo giusto e con la canna di qualità non è un elemento da trascurare e apprezzabile track lacan e insostituibile specialmente per l’aspetto immunitario quindi anche persone o gruppi di popolazione che fanno degli et estremamente strette e vegetariani escludono completamente proteine di origine animale spesso e volentieri si espongono a maggior rischio poi di i malati anche neoplastiche per un calo delle difese e per problematiche di difficoltà anche di dell’organismo di adattarsi a nuove situazioni quindi ho avuto anche molti incidenza tra la mia miei clienti anche di persone vegetariane e vegane che hanno avuto tumori o grosse problematiche in più la difficoltà anche intervenire con le terapie perché essendo comunque organi e debilitati da queste diete molto molto stretto e spesso la capacità di rigenerazione molto scarsa ora rivolgiamo cipolle tecniche quali sono le principali tecniche diagnostico con cui si esegue la diagnosi del cancro alla prostata le major us tuttora valide le tecniche diagnostiche tradizionale quindi un’accurata visita come esplorazione rettale un’accurata raccolta dei dati anamnestici e della familiarità e della razza ovviamente è un ecografia transrettale se necessario con biopsia questo diciamo con tecniche tradizionali consolidate ormai da vent’anni nell’utilizzo clinico a cui si associa il biomarcatore il psa di cui ne potremmo parlare più  in dettaglio queste diagnostiche  tradizionali sono state recentemente  affiancate anche da alcune novità come  per esempio la bobina endo rettale con 24 la risonanza magnetica indoor e tale 25 della prostata o pelvica che permette di 29 dare alcune valutazioni aggiuntive 31 rispetto alle ecografie e quindi  permette a volte di mirare alcune aree  sospette che magari sfuggono alla  valutazione ecografica oa un mapping  prostatico cioè biopsie molti per della  prostata che ne un utilizzo mirato e 44 selezionato in alcuni pazienti di questa 46 tecnica innovativa che sta 48 standardizzando sì molto costosa e 52 comincia a essere comunque utilizzata in 54 casi selezionati 56 lei ha citato il psa prima che un test 00 poco costoso non invasivo utilizzato 03 anche in fase diagnostica quali sono i 05 limiti invece qual è il valore del psa 09 il psa è un test molto semplice molto 13 diffuso che secondo me ha un grosso 15 valore da boosta clinico in quanto non 19 è una malattia al psa è semplicemente 22 un campanello di allarme 23 ognuno ha un proprio psa di base che nel 27 tempo può subire delle variazioni delle 30 oscillazioni generalmente c’è una  tendenza a una lenta crescita negli anni  del psa lenta crescita che si accompagna  anche un ingrossamento benigno della  grandola prostatica può subire delle 43 oscillazioni importanti legati a fatti 45 flogistici cioè infiammazione della 47 prostata ma quello che noi vogliamo 50 escludere che psa questa campanello 52 d’allarme ci possa segnare la presenza 54 di un iniziale malattia prostatica in 58 questo caso è molto importante seguire 00 nel tempo l’andamento del ps anche 02 quindi io sono un fautore di un 04 attenzione particolare soprattutto nei 06 soggetti a rischio quindi in soggetti 08 con familiarità con genetica alterato 12 oppure anche diete particolarmente 15 così proni allo sviluppo di neoplasie 18 in questi soggetti l’attenzione e 21 farinosa regolarmente il psa annualmente 24 ogni due anni può dare dei vantaggi in 26 termini diagnosi precoce 28 la diagnosi precoce si collega 30 ovviamente allo screening e anche questo  è un argomento molto controverso  sicuramente arrivare però una diagnosi  precoce significa anche potenzialmente  scegliere le terapie più adatte cercare 44 di evitare quindi un eccesso di terapie 45 o un difetto di terapie 48 quindi quando ci troviamo di fronte alla 50 neoplasia bassissimo rischio di 52 aggressività molto spesso è 54 sufficiente un controllo attento nel 56 tempo e un eventuale intervento se la 59 matia da dei segni di aggressività 02 se invece una malattia a rischio in 04 terminato ad alto rischio dobbiamo 05 intervenire specialmente in pazienti con 08 soggetti che hanno da sé molti anni di 11 vita e una buona qualità di vita 12 davanti quindi è necessario intervenire 15 e trattare in modo curativo questa 17 malattia è importante anche il discorso 20 della sorveglianza attiva ci può 23 spiegare 24 nello specifico di che cosa si tratta e 27 a quali soggetti consigliargli la sua 30 valenza attiva è un atteggiamento 31 estremamente interessante e utile  condiviso dalle maggior di vini e guida  in campo internazionale che nella  terapia che si può attuare in certi  tipi di tumore alla prostata è una 44 filosofia di approccio che è nata circa 48 mente anni fa in canada dove alcuni 50 ricercatori hanno cominciato a pensare 52 che alcune tipologie di malattie della 54 prostata tumorali potessero essere anche 57 osservate nel tempo e si potesse 00 decidere mantenendo la finestra curativa 02 di intervenire se la malattia dava di 05 insegne di aggressività però bisogna 08 stare molto attenti c’è nel senso che 10 il paziente che va sottoposto a 12 sorveglianza attiva adesso un paziente 13 estremamente selezionato estremamente 16 complicate estremamente informato su 20 tutta la procedura sul tipo di scelta 22 terapeutica 22 i rischi sono senza è veramente una 26 malattia scarsa aggressività da tutti i 28 fattori prognostici a nostra 30 disposizione abbiamo ottime possibilità  di riuscire a controllarla per diversi  anni prima che possa dare qualche segno  di malignità ulteriore e quindi  necessità di intervenire in modo  radicale curativo quindi è una pratica 45 clinica 47 non è una sperimentazione pratica fine 49 che se da qualche anno già diffuso in 51 italia che è che riduce quindi le 56 problematiche legate allo screening 58 cioè la diagnosi precoce in un passato 02 portava spesso dei trattamenti fosse un 04 po eccessivi delle trattive una posta 06 tetto mia radicale la radioterapia 08 pelvica con effetti collaterali 10 magari di fronte anche alcune malattie 12 scarsamente aggressive che non avrebbero 14 mai portato dei problemi e quindi avere 18 adesso a disposizione anche questa 20 strategia terapeutica 23 secondo me 25 giustifica ulteriormente anche un 27 approccio diagnostico precoce questa 29 malattia 29 quali sono invece le tecniche impiegate 31 per trattare per curare il cancro della  prostata  dal punto di vista e ti meno etimologico  curativa intenda intendo radicale  miriamo alla guarigione del paziente  abbiamo due tipologie di terapie 44 standardizzate e consolidate dalle 48 evidenze scientifiche delle casistiche 49 internazionali e sono appunto la 52 chirurgia radicale la prostatectomia 54 radicale e la radioterapia nelle varie 57 modalità anche più moderni 59 ovviamente sono un ruolo go e quindi mi 01 occupo della parte chirurgica di queste 05 terapie e la posta terminare di cane 09 può essere fatta con varie tecniche in 12 chirurgia tradizionale o in laparoscopia 15 prodotti che amino robotica laparoscopia 18 tradizionale 19 nessuna di queste tecniche presenta 22 delle differenze in termini di risultati 24 oncologici e funzionali a livello 27 internazionale quindi non c’è un 28 perché può dimostrare che una tecnica 31 e superero napoli ci sono grosse da  alcune differenze grosse direi  intendendo i costi di alcune tecniche  per esempio la tecnica robotica una  tecnica estremamente costosa che pochi  sistemi sanitari assicurativi possono 44 permettersi e in termini di alcuni 47 effetti collaterali complicanze per 49 esempio le per i tematiche sono 52 sicuramente inferiori con tecniche 54 laparoscopiche tradizionali e robotiche 57 ecco da un punto di vista però generale 01 spesso viene anche sottovalutata la 04 mortalità di queste tecniche che 08 bisogna stare molto attenti per esempio 09 la tecnica robotica è una tecnica che 12 le varie casistiche a livello 13 internazionale segnalano come la più a 15 rischio di mortalità ci sono due per 17 cento di mortalità per operatori e 19 quindi molto elevata rispetto alle altre 21 quindi paradossalmente una tecnica che 25 potrebbe sembrare quella più evoluta 27 per certe cose meno sicura per altre 29 come la mortalità un dato molto 31 importante anche l’ormonoterapia incide  sulla mortalità  quindi tecniche non chirurgiche come la  radioterapia che utilizzano spesso  periodi prolungati ormonoterapia possono 46 avere delle mortalità elevati non 48 legato alla tecnica radioterapiche ma i 50 problemi cardiovascolari e metabolici 52 innescati dalle terapia ormonale 54 soprattutto se prolungata nel tempo 56 quali sono le pubblicate post operatorie 59 legate alla prostatectomia classica sono 03 un po le stesse per tutte le tecniche 04 cioè quindi le problematiche principali 07 riguardano la continenza e nella perdita 10 di urina dopo l’intervento che può variare nelle varie casistiche in genere si attesta su una media del 5 10 per cento nelle forme più gravi anche al 23 per cento anche qui dipende molto dalla selezione 22 del paziente dalle condizioni prima 24 dell’intervento in generale del paziente 26 e il deficit dell’erezione togliendo la 31 prostata si può fare una chirurgia  anders behring quindi si possono  conservare i nervi delle elezioni in  casi particolari dove la malattia è  molto limitata in questi casi i pazienti 43 giovani sotto i 65 anni siano dei buoni 46 risultati la 80 al 90 per cento secondo 48 alcune casistiche internazionali e anche 52 a livello nazionale dire mantengono una 54 buona risposta rettino una buona 56 qualità di vita 57 quindi se la diagnosi precoci viene 00 fatta se c’è cultura sulla prevenzione si arriva sicuramente molto molto spesso non sempre avere una malattia localizzata una malattia quindi suscettibili di trattamenti conservativi le tecniche laparoscopiche tradizionali o robotica mini robotiche hanno sicuramente una amplificazione di immagine che può semplificare un pochino la conservazione dei nervi questo sicuramente anche se non abbiamo delle evidenze tari dai dati di letteratura tutto bertozzini la ringrazio per questo intervento di oggi e ricordo a tutti l’importanza dell’alimentazione delle informazioni e soprattutto dei controlli per prevenire l’insorgenza del cancro alla prostata