|
1)
Anche
le donne vanno dall’urologo?
2)
Come si
svolge una visita urologica?
3)
Cos’è
l’esame del PSA?
4)
Per
quali valori di PSA devo rivolgermi all’urologo?
5)
Quando
bisogna iniziare a fare il dosaggio del PSA?
6)
Il
tumore alla prostata da sintomi?
7)
Come si
può diagnosticare il tumore alla prostata?
8)
Cos’è
l’ecografia prostatica transrettale?
9)
Cosa significa
esame istologico?
10)
Perché
è importante il referto dell’esame istologico dell’organo asportato
durante l’intervento chirurgico?
11)
La biopsia della prostata è dolorosa?
12)
L’ecografia della prostata vista dall’addome garantisce gli stessi
risultati dell’ ecografia attraverso il retto?
13)
Quali sono gli interventi chirurgici per la prostata?
14)
Dopo
l’intervento di prostatectomia semplice è possibile non avere più
eiaculato ( sperma )?
15)
Quali
possono essere i maggiori effetti collaterali dell’intervento di
prostatectomia radicale?
16)
Quali sono i tempi di recupero, se ci sono, degli effetti collaterali
dell’intervento di prostatectomia radicale?
17)
Esistono altri trattamenti per la neoplasia prostatica?
18)
Il bruciore urinario è preoccupante?
19)
Cos’è la cistoscopia?
20)
Cosa
s’intende per trattamento E.S.W.L dei calcoli urinari?
21)
L’ecografia addominale è sufficiente per fare diagnosi di calcoli
urinari?
22)
L’attività sessuale può peggiorare i disturbi dell’apparato urinario?
23)
Cos’è
il varicocele?
24)
Il
varicocele richiede sempre un intervento chirurgico?
25)
Se noto
che ho un calo dell’erezione o del desiderio sessuale devo farmi
visitare?
26)
La “pillola” per l’erezione ( es. Viagra, Levitra, Cialis, Vivanza, ecc)
fa male al cuore?
1)
Anche
le donne vanno dall’urologo?
La maggior parte dei
pazienti sono uomini in quanto per lo più si rivolgono all’urologo per
problemi prostatici o della sfera sessuale, ma un 15% è rappresentato da
donne che possono lamentare disturbi all’apparato urinario.
2)
Come si
svolge una visita urologica?
Si esegue la raccolta
dei dati personali e poi la visita urologica cambia a seconda del sesso
del paziente e della sintomatologia riferita.
Se il paziente lamenta
difficoltà nella minzione ( urinare ) generalmente si pensa ad un
problema di occlusione prostatica e/o eventualmente di un
malfunzionamento del meccanismo di svuotamento vescicale. Nel primo caso
si esegue l’esplorazione rettale che è indispensabile per valutare le
dimensioni ma anche il profilo della prostata. Viene eseguita dall’
urologo mediante l’introduzione del dito indice nel retto del paziente
per qualche secondo. Si tratta di una manovra non dolorosa ma
inevitabile per la diagnosi. Se il problema è altresì
riferibile agli altri distretti sarà necessario approfondire con esami
di secondo livello. Le donne vengono visitate a livello genitale nel
caso riferiscano incontinenza urinaria per eseguire l’eplorazione del
piano perineale per valutare il grado dell’incontinenza urinaria
riferita. Anche in questo caso saranno necessari ulteriori esami per
definire meglio il quadro clinico. L’esame obiettivo dell’addome e dei
genitali non dovrebbe mai mancare durante una visita urologica/andrologica.
3)
Cos’è
l’esame del PSA?
Si tratta del dosaggio
mediante prelievo di sangue di una specifica proteina secreta dalla
prostata. Molto importante è ricordarsi che l’aumento del livello del
PSA non è sinonimo di neoplasia maligna ma il valore deve essere
mantenuto controllato.
4)
Per
quali valori di PSA devo rivolgermi all’urologo?
Secondo gli studi più
recenti viene considerato valore soglia un PSA di 2.5 ng/ml. E’
importante ricordare qualora venga riscontrato un valore superiore di
non allarmarsi poiché esso va associato a determinati parametri e ogni
tipo di valutazione in merito deve essere fatta dallo specialista.
5)
Quando
bisogna iniziare a fare il dosaggio del PSA?
Generalmente è
consigliabile iniziare quando sopraggiungono i primi disturbi urinari
che di solito compaiono dopo i cinquant’anni. Se però in famiglia sono
stati evidenziati casi di neoplasia prostatica e/o mammaria è
cnsigliabile anticipare la valutazione del PSA.
6)
Il
tumore alla prostata da sintomi?
In genere no,
soprattutto se è in fase precoce, in quanto si sviluppa nell’85% dei
casi nella porzione periferica della ghiandola prostatica che non
essendo in contatto con l’uretra non manifesta i disturbi urinari tipici
dell’ingrossamento benigno della porzione centrale che avviene con
l’aumentare dell’età.
7)
Come si
può diagnosticare il tumore alla prostata?
Sono tre i paramentri
che vengono valutati:
-
esplorazione
rettale
-
PSA
-
ecografia
prostatica transrettale
L’indicazione alla
biopsia della prostata può essere data anche solo quando il sospetto di
neoplasia è legato ad un’alterazione di solo uno dei tre parametri
valutati.
8)
Cos’è
l’ecografia prostatica transrettale?
Si tratta di un
ecografia che viene effettuata con una metodica che consente di
visualizzare la prostata attraverso l’introduzione, per pochi secondi,
di una mini-sonda ecografica nel retto.
9)
Cosa significa
esame istologico?
L’esame istologico
consiste nell’analisi al microscopio del tessuto dell’organo interessato
e permette di confermare il sospetto diagnostico per la presenza o meno
di affezioni maligne.
10)
Perché
è importante il referto dell’esame istologico dell’organo asportato
durante l’intervento chirurgico?
E’ fondamentale dopo
l’intervento chirurgico inviare la porzione o l’intero organo asportato
per la refertazione anatomo-patologica in quanto quest’ultima ci
permette di capire se l’estensione della malattia è all’interno dei
margini chirurgici o all’esterno e quindi impostare la successiva
strategia terapeutica.
11)
La biopsia della prostata è dolorosa?
E’ ben tollerata se
viene praticata un’adeguata anestesia locale
12)
L’ecografia della prostata vista dall’addome garantisce gli stessi
risultati dell’ ecografia attraverso il retto?
No, perché la prima non
è sufficientemente precisa
13)
Quali sono gli interventi chirurgici per la prostata?
Gli interventi
chirurgici che vengono eseguiti sulla prostata sono o per ridurre i
disturbi urinari causati dall’ingrossamento benigno ( resezione
endoscopica transuretrale e prostatectomia semplice) e quelli necessari
per asportare la neoplasia prostatica ( prostatectomia radicale “ a
cielo aperto” o laparoscopica senza grandi incisioni cutanee sull’
addome).
14)
Dopo
l’intervento di prostatectomia semplice è possibile non avere più
eiaculato ( sperma )?
Sì in quanto parte dello
sperma va in vescica per l’ampiameno del collo dell’uretra ed inoltre
riducendo il volume prostatico cala il liquido seminale.
15)
Quali
possono essere i maggiori effetti collaterali dell’intervento di
prostatectomia radicale?
In una percentuale di
casi è possibile che a seguito dell’intervento chirurgico effettuato per
rimuovere la prostata affetta da tumore, si verifichino impotenza e
incontinenza urinaria anche se il miglioramento delle tecniche
chirurgiche e un’adeguata riabilitazione post operatoria permettono una
buona ripresa dell’attività sessuale e della continenza urinaria.
16)
Quali sono i tempi di recupero, se ci sono, degli effetti collaterali
dell’intervento di prostatectomia radicale?
Oggi sono notevolmente
ridotti i casi di totale impotenza ed incontinenza urinaria, ma se
presenti si risolvono con un’ adeguata riabilitazione che va richiesta
all’urologo di riferimento dopo l’intervento chirurgico ed il periodo di
recupero previsto può essere tra i 3 e i 12 mesi.
17)
Esistono altri trattamenti per la neoplasia prostatica?
Si. Altri approcci
possono essere utilizzati sia da soli che associati al trattamento
chirurgico come la terapia medica ( ormonoterapia o chemioterapia ),
radiante ( trattamento radioterapico esterno e brachiterapia ) o altri
come la crioterapia o il trattamento ad ultrasuoni.E’ importante
ricordare che tutte le opzioni vanno discusse con lo specialista.
18)
Il bruciore urinario è preoccupante?
Generalmente il bruciore
urinario si risolve spontaneamente in pochi giorni se la
sintomatologia è lieve, ma se il fastidio persiste è consigliabile
rivolgersi all’ urologo.
19)
Cos’è la cistoscopia?
La cistoscopia è un
esame diagnostico che serve all’urologo per valutare visivamente
l’interno della vescica. Si utilizzano strumenti con cannule di pochi
millimetri di diametro rigide o flessibili che passando attraverso
l’uretra permettono di visualizzare la vescica e da qui eseguire anche
trattamenti di chirurgia endoscopica. La cistoscopia è ben tollerata
soprattutto se si utilizzano cannule flessibili di ultima generazione
che però sono molto costose e delicate quindi non in dotazione a tutti
gli urologi.
20)
Cosa
s’intende per trattamento E.S.W.L dei calcoli urinari?
Si tratta di un
trattamento, di solito ben tollerato, che permette di sbriciolare i
calcoli attraverso la stimolazione dall’esterno del corpo con
ultrasuoni.
21)
L’ecografia addominale è sufficiente per fare diagnosi di calcoli
urinari?
In parte, perché
permette di ben visualizzare solamente il rene e la vescica e non le vie
escretrici spesso sede di calcoli incuneati nel loro tratto.
22)
L’attività sessuale può peggiorare i disturbi dell’apparato urinario?
No, anzi una sana e
regolare attività sessuale aiuta a migliorare i disturbi urinari
23)
Cos’è
il varicocele?
Si tratta di una
frequente patologia a carico del distretto venoso testicolare, più
spesso a sinistra, che non si manifesta con dolore ma con un senso di
pesantezza locale legato alla varicosità delle vene di questa zona.
24)
Il
varicocele richiede sempre un intervento chirurgico?
Dipende dalla
valutazione dello specialista andrologo, in quanto può essere
responsabile di ipofertilità specie se di grado elevato.
25)
Se noto
che ho un calo dell’erezione o del desiderio sessuale devo farmi
visitare?
Sarebbe meglio
consultare lo specialista urologo o andrologo per indagare l’origine del
calo. E’ importante non vergognarsi e rivolgersi al più presto per una
diagnosi accurata ed un’eventuale terapia.
26)
La “pillola” per l’erezione ( es. Viagra, Levitra, Cialis, Vivanza, ecc)
fa male al cuore?
No, si tratta di farmaci
che favoriscono la vasodilatazione del circolo sanguigno generale e
anche a livello coronario facilitano il flusso di sangue al cuore, ma
non vanno assunti sia se si sta facendo una terapia cardiaca con farmaci
nitroderivati in quanto determinano un potenziamento dell’effetto sia in
casi di gravi cardiopatie. |